L’esodo giuliese non c’entra nulla, i motivi sono altri

Stadio Angelini
Stadio Angelini

Molto, troppo si è scritto in queste ore sui motivi che hanno obbligato le autorità calcistiche e della sicurezza sui motivi che hanno spinto allo spostamento già da lunedì del match tra River 65 e Real Giulianova in quel di San Giovanni Teatino. Nessun esodo (sarebbe stato in parte prevedibile con la rilevazione delle vendite dei tagliandi). Ma in un web che urla, bisogna aspettare che si plachino gli animi per raccontare le cose affinchè si possa essere ascoltati. Mai, e dico mai, a nessuna tifoseria (e ripeto tifoseria) è stato concesso avvicinarsi al Celdit di Chieti Scalo. Questo perchè lo stesso è uno degli impianti meno sicuri sotto il profilo logistico, vuoi per gli spazi stretti, vuoi per l’eccessiva vicinanza al centro abitato e vuoi per il profondo attaccamento ai colori neroverdi della zona che, ricordo, lo scorso hanno a causato numerose defezioni tra le fila dei tifosi neroverdi.

Già sette anni fa fu vietata la trasferta ad un Teramo che correva come un treno verso la serie D in uno Sporting Scalo – Teramo. Figuriamoci se il problema potevano essere lo scarso centinaio di Giuliesi a Chieti.

Non sarebbe stato e non sarà mai stato concesso avvicinarsi al Celdit a “uno, nessuno o centomila”.

Piccolo pensiero.

Immaginate di essere il Questore

 

Dopo i fatti con il Francavilla dello scorso campionato, c’è qualche Questore normodotato che darebbe l’ok a far venire 1, 50 o 500 giuliesi ad un campo a 500 metri dalle zone più frequentate dagli ultras?

 

Riferimenti e link
http://www.teramonews.com/sport/notizie-risultati-teramo-calcio/19652-un-pareggio-inutile-sporting-scalo-teramo-1-1.html

Scontri con i tifosi del Francavilla, 4 denunce e daspo in arrivo a Chieti

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