Stesse idee e stessi giocatori: è in onda il Pomponi-bis

Il neo-Presidente già minaccia di andarsene. Curva e giocatori impietriti

Premessa

Quello che accade nel pomeriggio di oggi a Chieti Scalo ha dell’incredibile. Chieti ha una particolarità: ogni volta che pensi che si sia toccato il fondo arriva qualcuno a smentirti. Oggi poteva essere diversamente? No. Ed infatti non lo è stato. Arrivo alle 14.30 con un discreto anticipo sull’orario di inizio della conferenza, prevista alle 16.00. Ci sono diversi ragazzi, giovanissimi. Molti nascondono l’età dietro una barba accennata. Poi riconosco tre reduci dello scorso anno: Fatone, Scalbi e Sebastianelli, tutti e tre fuoriquota. Di over ne passa solo uno, e già conosciuto al pubblico neroverde: si tratta di Alessandro Rapino.

I fatti

Pochi giri di lancette e già si sente odore di problemi: i passi della neodirigenza si fanno sempre più veloci, i toni di voce si alzano. Quella che prima era solo una sensazione trova conferme. Il Chieti non è autorizzato ad entrare nello Stadio Guido Angelini e il motivo è presto detto. Il nuovo regolamento di utilizzo dello stadio prevede la compilazione di una modulistica con scelta del profilo (bisogna scegliere se pagare 20 euro ad ingresso più la manutenzione oppure 100 euro tutto compreso) ed il relativo bonifico. La domanda è giunta al Comune incompleta della modulistica e senza bonifico. Al Chieti quindi è fatto veto di avvicinarsi al campo di gioco. La prima particolarità che balza all’occhio è che la richiesta è a firma di Aldo Savastano e in seguito capiremo il perchè.

L’Avvocato Roberto Valentini (vice-presidente) presenta tutti: il Presidente Mauro Giacomini, DG Paolo Arcivieri, DS Claudio Gabrieli e l’allenatore Alberto Mariani. A questo punto prende parola la tifoseria. Di chi è il Chieti? “Fino al 2/9 è di Aldo Savastano, poi subentro io, sta firmando lui i cartellini dei giocatori”. “Non faremo alcun fallimento pilotato”, continua, “non possono rimetterci le aziende di mio figlio. Di certo non faremo la squadra per vincere il campionato“. Si continua puoi con la solita litania. Valentini “Non abbiamo un campo e non sappiamo se per un cavillo burocratico o per ostruzionismo“. Poi le richieste dei tifosi: riunione mensile con dirigenti e calciatori e nessuno della vecchia società nei quadri tecnici e dirigenziali.

Le conclusioni

Le domande si fanno più incalzanti e Giacomini capisce di non essere tra sprovveduti. Ad un certo punto dalla platea un avvocato si alza e fa: “Lei va da un notaio e si fa cedere quote da una società che non esiste più e che non fa bilanci da due anni. Le sembra normale?” Gli animi si scaldano e Giacomini è titubante. “A questo punto non so se continuerò”. I giocatori  accorsi rimangono impietriti. Tutti a casa in attesa della nuova data del ritiro. Se qualcuno tornerà. Perchè i tesserati, al momento sono tra i 4 e i 7. Gli altri sono tutti invitati.

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